0%

Ritagli d’autore 2 (Terzigno)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Adv

Continua la saga dei ritagli d’autore, anche questa volta nel Comune di Terzigno dove sembra si siano scatenati gli “untori” abusivi. Un territorio stupendo alle falde del vulcano, pinete fantastiche all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, luoghi incantevoli, dove oltre a respirare quei profumi naturali tra la fauna e la flora, si ammirano anche i soffici e colorati ritagli d’autore. E’ doveroso ricordare per chi si fosse perso l’articolo precedente “Ritagli d’autore 1” che questi, rappresentano gli avanzi di stoffe di lavorazione, abbandonati in luoghi isolati lontano da occhi indiscreti.

 Coloro che non lo hanno letto possono farlo CLICCANDO QUI

Questa volta ci troviamo più a valle del luogo descritto nell’articolo precedente, precisamente sulla strada Provinciale Zabatta, una vecchia strada panoramica che unisce i comuni sul versante sud occidentale del Vesuvio.

Percorrendo la Provinciale da Boscoreale verso Ottaviano, nel Comune di Terzigno, alla nostra destra, in una traversa,     via Guglielmo Marconi, possiamo ammirare :  un ampia scelta di ritagli, depositati con cura dagli amici degli autori 20151031_085547, in parte ancora chiusi nei sacchi e in parte sciolti su tutta la sede stradale, dando la possibilità a qualcuno di poter sceglierne un pò come ricordo.

Eppure questi luoghi vicino alle pinete sono terreni coltivati a orti, a frutteti e vigneti, quali mani incosapevoli si sporcano di tale scempio ? Sempre le stesse.

Lo spettacolo si ripete in un altra stradina sterrata, parallela a questa, con cumuli di ridotte dimensioni dei quali i proprietari terrieri hanno ben pensato di sbarazzarsene nel peggiore dei modi , ovvero con la pratica della TERMOnonVALORIZZAZIONE. Una pratica ricorrente che non solo contribuisce alla produzione di fumi ricchi di sostanze tossiche, le quali finiscono sui frutteti e sulle piante di ortaggi, ma che lasciano un residuo carbonizzato sul terreno non degradabile.

20151031_090138Qui a fianco un esempio ancora fumante.

Incoraggiante è la notizia di pochi giorni fa in cui la Compagnia dei Carabinieri di Torre Annunziata in questi luoghi descritti è riuscita ad acciuffare due cittadini cinesi intenti a scaricare un furgone con ben 32 sacchi di rifiuti pericolosi, ad una parte dei quali, già a terra, era stato appiccato il fuoco.

Ma ritornando sulla Provinciale, e proseguendo in direzione Ottaviano, poco più avanti dei luoghi descritti in una pineta che fiancheggia la strada, recintata e con cancello d’ingresso, quindi su un suolo privato, troviamo anche qui altri ritagli d’autore. Attenzione, siamo sempre nel Parco Nazionale del Vesuvio, questa volta però siamo appena sopra il Parco Archeologico di Cava Ranieri un’area particolarmente protetta sede di unavecchia cava per l’estrazione della pietra vesuviana, in cui è stata vietata l’estrazione del basalto, e valorizzata per la visibilità delle diverse stratigrafie di rocce vulcaniche durante le passate eruzioni, essa è vicina tra l’altro ad un altra cava chiusa per carenza di documentazione.

20151111_123920Anche in questo sito, tra i cumuli di rifiuti è visibile una certa stratigrafia, essi infatti, non sono costituiti dai soli ritagli d’autore, ma anche da altri tipi di rifiuti messi lì in tempi diversi, un pò come le eruzioni.

Visto che siamo in un luogo privato, provo a prendere qualche informazione attraverso alcune testimonianze dei residenti, e qui la triste scoperta. Mi raccontano infatti, che questo sito è stato utilizzato per anni dalla vecchia Amministrazione Comunale per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti durante le emergenze, e non è mai stato bonificato completamente, nel senso che solo una volta con l’intervento dell’esercito è stato parzialmente sgomberato. Sembra una follia della quale non mi meraviglio, in quanto anche in altri Comuni venivano scelti siti per lo stoccaggio anche su terreni di proprietà privata.

Ad ogni modo oggi, in questi luoghi, resta  la drammatica realtà di quello che si vede nell’ultima foto, ben visibile anche ai passanti sulla Provinciale, e ci si chiede il perchè l’attuale Amministrazione non provvede alla rimozione di questi rifiuti.

Ritorna quindi l’idea della funzionalità delle isole ecologiche nei Comuni, come primo passo fondamentale nel riciclo dei rifiuti, e su questo c’è da dire che anche Terzigno ha dato il via a tale opera nel mese di giugno.

Nel frattempo che si compiano i miracoli continueremo nella ricerca di altri ritagli d’autore nella speranza che la visibilità di questi siti sia motivo di monitoraggio e intervento delle forze dell’ordine locali, scoraggiando tali nefandezze.