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Rubrica di Cinema – Amore a prima vista

Scritto da - Pamela Sangiovanni il :


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locandina Amore a prima vistaAvete presente quei film che vi danno la sensazione di essere perfetti, in cui tutto è calibrato perfettamente, dalla trama, ai dialoghi, alla colonna sonora, ecc?
Ecco: “Amore a prima vista” per me è uno di quei film. Certo non sarà un film da oscar, ma nel suo genere leggero e comico è una commedia che mescola con intelligenza risate e sentimenti, riuscendo a toccare anche argomenti “scottanti”, come l’omosessualità (e tutti i pregiudizi che le gravitano attorno), la malavita organizzata e la donazione degli organi, argomento, quest’ultimo che a noi di Aucelluzzo.it sta particolarmente a cuore, come avete potuto capire altrove (n.d.r.)
Ad un boss della malavita locale dallo straordinario appetito sessuale che lo porta a soddisfare fino a 12 donne al giorno, vengono impiantate le cornee donate dalla moglie di un maresciallo dei carabinieri morta in un incidente. Dopo il trapianto, il boss comincia a cambiare comportamento e ad acquisire atteggiamenti “da gay”(*), a partire dall’incontro casuale con lo sconosciuto maresciallo che chiama fatalmente “amore”.
Lo stesso maresciallo, dapprima infastidito dalla cosa, si innamora del boss fino a rapirlo il giorno del suo matrimonio per poi scappare insieme a cavallo e terminare la corsa con un salto nel vuoto da Castel dell’Ovo.
Il film fa ridere dall’inizio alla fine, i dialoghi e le gag si susseguono e lasciano poco spazio per prendere fiato tra una risata e l’altra, il cast di attori è formidabile: a partire da Vincenzo Salemme, di cui è anche la regia, il soggetto e la sceneggiatura, a Carlo Buccirosso e Biagio Izzo, che sarebbe ingiusto chiamare “spalle”, dato che sono al centro della maggior parte delle scene, Maurizio Casagrande nel ruolo del maresciallo. Splendidi cammei sono quelli realizzati da Linda Moretti, Antonio Casagrande,Enzo Cannavale ed Umberto Bellissimo, usciti dalla sublime scuola teatrale di Eduardo, il versatile Nando Paone, stavolta nelle vesti di un vicino di casa adorabile come una vecchia zia, Sergio Vastano, che compare nel film come un improbabile e poco credibile mago di una trasmissione televisiva.
So di dire una cosa che farà rabbrividire molti puristi del teatro e del grande cinema, ma come nel grande teatro di Eduardo, ad esempio in Natale in Casa Cupiello, in Amore a prima vista si ride con l’amaro in bocca (o si riflette col sorriso, come preferite). Il dramma di un uomo che si crede “normale” e si scopre omosessuale, una società purtroppo non ancora pronta a riconoscere i normali diritti di chi sceglie di amare in modo “diverso” (ma poi diverso da chi?), tutto questo narrato con comicità e leggerezza (e forse solo un pochettino di luoghi comuni sugli omosessuali: l’eleganza, l’ordine e le buone maniere, rispetto al comportamento “grezzo” che viene visto come tipicamente mascolino). Quello che ne deriva è un film che sarebbe ingiusto etichettare solo come “comico”.
Mi piacerebbe che qualcuno di voi lo rivedesse insieme ai propri figli, come ho fatto io, e che spiegasse loro come non ci sia niente di strano nello scegliere liberamente chi amare con la stessa tranquillità di scegliere un piatto dal menù di un ristorante.
Io l’ho fatto.
Tempo fa.
“mamma, ma quei due tuoi amici sono fratelli?”
[con la massima tranquillità]
“no, a mamma: sono fidanzati”
Dico sempre che i bambini sono come fogli di carta bianchi: ci si trova ciò che ci si scrive.
Io sto scrivendo di amore, tolleranza e libertà. Voglio che le mie figlie non discriminino le persone per l’orientamento sessuale, per la razza, per la taglia o per il portafogli.
E voi?