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San Gennaro, l’Immacolata e il miracolo

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Mount_Vesuvius,_with_Torre_de_Creco_(i.e._Torre_del_Greco),_Naples,_Italy-LCCN200170090419 settembre 2015, la liquefazione del sangue di San Gennaro nella splendida cornice del Duomo di Napoli, si materializza. È un’emozione mista a stupore, il miracolo e’ accolto da un applauso fragoroso e lo sventolio dei fazzoletti bianchi alla presenza di autorità politiche, religiosa e migliaia di fedeli. Ma San Gennaro per i napoletani è più di una devozione religiosa, e’ qualcosa che da piccoli si interiorizza e che ti accompagna per tutta l’esistenza, come fosse un familiare in più, una persona quasi materializzata a cui rivolgersi nel momento del bisogno e non. Ma ce lo ricordiamo che San Gennaro e’ anche il Santo patrono di Torre del Greco? Diciamocela tutta (ma senza farci sentire!) per noi l’Immacolata e l’8 dicembre rappresentano la vera festa della città, per partecipazione emotiva, sociale e religiosa. Per il torrese da sempre l’8 dicembre e’ il momento massimo di condivisione di un evento, un giorno in cui mancare ti fa sentire vuoto, un momento di unione civile come pochi, tutti d’accordo, tutti felici e contenti. Allora San Gennaro o l’Immacolata? Facciamo una cosa, ce li teniamo stretti tutti e due, anzi vi dirò di più, ci aggiungiamo anche il beato Vincenzo Romano perché una mano tesa non la rifiutiamo da nessuno e soprattutto da santi e madonne, anche perché per la nostra terra martoriata oramai c’è bisogno soltanto di una cosa: un miracolo.