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San Paulo Do Brasil 1 – Castellammare Di Stabia 0

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


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CBrasiliane-sulla-spiaggiaarissimi amici lettori, l’estate è finita e con essa anche quelle bellissime giornate di caldo afoso trascorse al mare, tra una sudata e un tuffo, in pieno relax sulla sdraio, al sole o al fresco dell’ombrellone, tutti a sfoggiare il loro fisico mozzafiato, dopo le diete invernali. E a proposito di estate e mare, vi voglio mostrare una delle mete importanti e più frequentate dai turisti vacanzieri,  la rinomata spiaggia di San Paulo Do Brasil, mare, sole e tanto divertimento. Il desiderio di ognuno di noi , lontano dalla nostra quotidianità, dai nostri problemi, dalle nostre angosce, insomma uno uno stile di vita diverso. San Paulo Do Brasil  è la prima città del Brasile, la più ricca, essa è stata costruita intorno ad una chiesa Patèo du Colégio, primo edificio della citta costruito dall’apostolo Paulo Pelos , Gesuita, e da due fratelli padre Manuel Nòbrega e Irmào José anch’essi Gesuiti, nel 1554.

San Paolo è una città di 11 mln. di abitanti del Brasile, capitale dello stato omonimo, nel sud-est del paese. È situata sul Tropico del Capricorno, dista 440 km da Rio de Janeiro e 1.030 km dalla capitale federale Brasília, è quindi la più vasta e popolosa città dell’Emisfero australe e una città globale. Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello stato di San Paolo. Il motto della città è Non ducor, duco, che in latino significa “Non mi faccio condurre, conduco”. Un soprannome famoso della città è “Sampa”.

San Paolo affaccia sul mare e come tutte le città sul mare ha il suo bel lungomare e una spiaggia, quest’ultima famosa per la sua vivacità, infatti con le temperature tropicali le spiagge a ridosso delle città hanno un’importanza vitale.

Ma spostandoci dal tropico del Capricorno al tropico del Cancro e un pò più su del 40° parallelo troviamo proprio dalle nostre parti, nel golfo di Napoli una città simile a San Paolo do Brasil, di minori dimensioni, ma molto simile a S. Paolo, Castellammare di Stabia.

Le origini di Castellammare di Stabia si perdono nella notte dei tempi e sono ancora incerte, anche se alcuni ritrovamenti documentano che la zona era già abitata a partire dall’VIII secolo a.C. quindi di origine molto più vecchia di San Paolo. Anche Castellammare ha la sua Concattedrale, Maria Santissima Assunta costruita nel 1587, come la chiesa Patèo du Colégio del 1554. Così come di San Paolo, anche Castellammare ha la sua spiaggia e un piccolo isolotto formato da roccia calcarea e ricoperta da depositi eruttivi del Vesuvio, lo scoglio di Rovigliano che si trova in mare, e  il suo nome Rovigliano deriva dal cognome di una famiglia romana, la Rubellia, che vi costruì una villa “d’otium”. Prima dell’avvento dei romani lo scoglio si pensa sia stato emporio fenicio o tempio dedicato ad Ercole, difatti allora era chiamato Petra Herculis. Nel 938 d.C. vi si edificò un convento, mentre nel 1564, fu trasformato in fortezza contro le incursioni dei pirati turchi. Anche Castellammare è nota meta turistica della penisola Sorrentina, solo che nel tempo ha subito una sorte diversa da S Paolo Do Brasil.

E infatti basta guardare le foto sopra per capire le pari potenzialità ma lo sviluppo diverso, Castellammare Di Stabia ha un bellissimo lungomare e una spiaggia che un tempo era frequentatissima sia dagli abitanti del luogo che da quelli delle zone limitrofe. Essa vanta delle sorgenti di acqua sulfurea vulcanica uniche al mondo, le cosi dette Terme Stabiane, inaugurate nel 1836. La storia delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia inizia 9 anni prima, quando nel 1827, su progetto dell’architetto Catello Troiano, iniziano i lavori per la costruzione. Esse ricoprono immediatamente un ruolo fondamentale non solo per i cittadini, ma anche per i turisti, che soprattutto d’estate affollavano la città per le cure presso il complesso termale, tanto che, anno dopo anno si andava ampliando con nuovi padiglioni e piscine riservati a molteplici cure del corpo. È del 1893 l’apertura del padiglione Moresco a opera dell’architetto Cosenza. Le terme diventarono non solo un centro benessere ma un vero e proprio polo culturale, infatti nel suo parco venivano organizzate mostre di pittura, manifestazioni culturali e concerti musicali.

Poi un lento e inesorabile decadimento fa si che questa città pian piano fino ad oggi perde le sue preziose attrazioni, passando da una vocazione turistica ad una industriale (Cantieri Navali e altre industrie costruite lungo la spiaggia verso la periferia). Industrie che inquinano e distruggono quelle bellezze naturali, per poi finire, come tutti i carrozzoni economici, a lasciare un territorio devastato e compromesso.

Oggi l’ennesimo tentativo di ridar vita  a questa città viene compiuto attraverso un restyling del lungomare un operazione di facciata che come altre in passato servirà solo a dare un aspetto temporaneamente ordinato, per poi sfumare nel tempo in un lento degrado. Un pò come cambiare vestito ad un morto. Questa città non è solo qualche chilometro di lungomare, la sua vita le sue origini sono il mare. Un mare devastato sopratutto da un fiume-cloaca, il Fiume Sarno, tristemente conosciuto per il suo altissimo tasso d’inquinamento che non solo ha coinvolto Castellammare, ma anche altre citta del golfo. Egli ha reso le acque non più balneabili così come le spiagge, rendendo di conseguenza quei luoghi, non più praticabili e abbandonati al loro destino.

Per far diventare Castellammare come San Paolo do Brasil è inutile cominciare dalla terra ferma si deve iniziare dal mare, facendolo rivivere nel suo splendore e nella sua ricchezza alimentare e turistica, per poi passare al semplice lavoro di pulizia e arredo. Lo splendore del mare, delle terme, e del monte Faito, sarebbero per questa cittadina una ricchezza immensa e una grande opportunità di riscatto.