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Scuola De Curtis: dove eravamo rimasti (Sant’Antonio Abate)

Scritto da - Elvira Mascolo il :


Attualità

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Scuola De Curtis dove eravamo rimasti (Sant'Antonio Abate)Cosa è accaduto da quando l’Aucelluzzo, con il suo canto, ha dato voce alla storia della scuola elementare De Curtis? A dir il vero è successo di tutto ma è come se non fosse successo niente perché l’amministrazione Varone continua imperterrita a preferire la scelta della demolizione e ricostruzione della scuola elementare dimostrando un’approssimazione nella pianificazione dell’opera che non lascia presagire nulla di buono per il futuro. Ma andiamo con ordine.
Oramai inevitabile, lo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico, necessario per consentire i lavori di manutenzione sui solai della struttura, ha costretto gli abatesi a fare i conti con i primi disagi della grande opera: centro cittadino in tilt nelle ore pomeridiane, servizio autobus per i bimbi assolutamente inadeguato, i piccoli studenti che fanno fatica nonostante l’ orario di lezione ridotto, a scapito di una formazione che non recupereranno mai.
Il bilancio della prima settimana di passione alla De Curtis è stato così disastroso da spingere alcuni cittadini a fondare un Comitato che, in vista del consiglio comunale del 1 ottobre, ha rivolto a sindaco e consiglieri una lettera aperta chiedendo che a decidere del destino della De Curtis attraverso un referendum siano gli abatesi, cioè coloro che pagheranno l’opera faraonica tanto cara a sindaco e maggioranza patendone tutti i disagi: infatti, i 5 e passa milioni di euro stanziati per la De Curtis sono fondi residui ex legge n.219 e, rientrando nel Patto di Stabilità, impongono l’onere della ricostituzione totale dell’importo previsto completamente a carico degli abatesi.
Mentre il Comitato promotore per il referendum cittadino sulle scuole abatesi cominciava a muovere i primi passi, l’amministrazione Varone, (che non aveva proprio pensato di coinvolgere in qualche modo i suoi cittadini né di dar loro conto del suo operato), ha cercato di correre ai ripari invitando i genitori degli alunni della De Curtis ad un incontro informativo con tecnici e amministratori locali: sabato mattina 26 settembre nell’ufficio del sindaco una trentina di mamme hanno potuto parlare col primo cittadino e diversi consiglieri e assessori. Ne è nato un confronto che ha reso fin troppo evidente il pressappochismo di chi ci governa: alle domande incalzanti sul progetto e alle richieste per ovviare ai disagi derivanti dai lavori di manutenzione i “Non lo so”, i “Non sapevo”, i “Come mai?” del nostro primo cittadino si susseguivano a mo’ di litania nell’imbarazzo generale. E siccome non capita tutti i giorni avere davanti mezza squadra di governo cittadino, già che c’erano le mamme si sono lamentate anche di tante altre cose – la carta igienica che manca puntualmente, i troppi compiti assegnati ai bimbi del turno pomeridiano, (tanto per fare un esempio) – dimenticando che chiedere qualcosa all’Amministrazione è un po’ come cercare la grazia al Padreterno: se non si è troppo precisi nella richiesta e se non ci si limita ad una cosa magari si finisce per avere la grazia che interessa di meno…
Arriviamo così al consiglio comunale del 1 ottobre scorso, in occasione del quale maggioranza e opposizione sono tornate a confrontarsi sulla questione difendendo posizioni diametralmente opposte: il sindaco Varone, abbandonata la proverbiale litania del “Non sapevo”, si è trincerato nella posizione condivisa da quasi tutta la maggioranza dicendosi convinto che l’unica alternativa possibile sia l’abbattimento e ricostruzione salvo, dopo quasi 20 minuti di oratoria sull’abbattimento inevitabile, spiazzare tutti con un possibilista “Ci potremmo anche sbagliare” inammissibile visto che si sta parlando di abbattere e ricostruire un edificio scolastico in pieno centro cittadino.
E l’opposizione? Beh, l’opposizione ci ha provato con tutti gli argomenti possibili senza riuscire a smuovere la maggioranza dai suoi propositi: a niente è valso far notare che se non ci fossero stati questi soldi da spendere non si sarebbe mai parlato di abbattere e ricostruire la De Curtis; non è servito porre l’accento sull’inesistenza di un ufficio tecnico in grado di supportare l’opera in fieri né tanto meno evidenziare le conseguenze sul lungo periodo e i costi del progetto denunciando che i 5 e passa milioni di euro stanziati basterebbero solo per l’affitto dei monoblocchi da utilizzare per accogliere gli studenti.
La De Curtis verrà abbattuta e ricostruita, non importa quanto costerà agli abatesi la cui volontà conta come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni…
Resta ora da capire come intenderà muoversi il comitato che non ha alcuna intenzione di mollare la presa sulla questione e fondamentale in questo senso sarà la gestione del referendum cittadino con cui l’amministrazione (troppo impegnata in questi giorni nei soliti giochetti di palazzo con il sindaco che strizza l’occhio al Pd) dovrà fare i conti.
Chi l’avrebbe mai detto che o bbuon guaglion – così è per tutti il medico votato alla politica quasi per caso e sindaco al secondo mandato – avrebbe subito il fascino della vanità perché, in fondo è di questo che si tratta: immaginare di passare alla storia per una grande opera e sperare – sempre che questa vada a buon fine – che basti a coprire anni di non governo.
Staremo a vedere.