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Sensi unici, cittadini pronti al ricorso al TAR (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


Attualità

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Riunione Senso UnicoNon si ferma la protesta dei cittadini contro l’ordinanza sindacale n. 40 del 2016 che ha istituito i nuovi sensi di marcia unici nelle strade di via Nazionale e viale Campania, e ancora a salire per il tratto di via Alcide De Gasperi che va da Palazzo La Salle alla rotonda di via Nazionale. Una protesta che si è concretizzata con un incontro pubblico martedì 23 febbraio in zona S. Antonio, dove alla presenza di numerosi cittadini residenti della zona e non, si è discusso di quali potrebbero essere le prossime azioni da intraprendere per provare a far cambiare idea all’amministrazione comunale che invece pare poco interessata ad ascoltare i malcontenti palesati a più riprese dai residenti e sopratutto dai commercianti della zona. Il punto di partenza della proposta, che prevede un ricorso al TAR per impugnare l’atto amministrativo che ha disposto i nuovi sensi di marcia, è uno dei punti più controversi del Piano di Evacuazione Nazionale redatto dalla Protezione Civile per il rischio sismico e rappresentato dal Vesuvio, vale a dire la prevista evacuazione attraverso le arterie stradali che vanno da est a ovest, e via Nazionale rappresenta una di queste strade indicate nel piano, che dovrebbero permettere la fuga in 72 ore di circa 500 veicoli all’ora, senza considerare i mezzi pubblici che dovrebbero fare da spola, i mezzi di soccorso e di pubblica utilità, tutto previsto rigorosamente a doppio senso. La sensazione è che il Comune nell’istituire i nuovi sensi di marcia si sia dimenticato di tutto ciò, a questo punto con grave danno per i cittadini della zona interessata che si vedrebbero negati in caso di accadimento dell’evento vulcanico, la possibilità di accedere alle vie di fuga indicate dal piano di evacuazione e di conseguenza pregiudicata pesantemente la possibilità di fuga. È pur vero che la direzione politica in un Comune è stretto compito dell’amministrazione che la governa, ma è altresì vero che le istanze dei cittadini dovrebbero essere quantomeno prese in considerazione per tentare di avviare processi di condivisone delle decisioni, ma resta il fatto che non è possibile violare diritti quali ad esempio quelli di usufruire di un piano di evacuazione, che resta prioritario rispetto alla sua applicazione a tutte le alte decisioni che vengono calate dall’alto sul territorio cittadino.