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Sgarrupo Vesuviano (Vademecum in caso d’eruzione) – Terzo Giorno

Scritto da - Biagio Fioretti il :


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12190890_1694808894085725_5177138654539555814_nTERZO GIORNO –  potete vedere il Secondo giorno Cliccando Qui

L’Osservatorio Vesuviano a Posillipo era al primo piano, in una elegante palazzina che si affacciava su Coroglio. Citofonai e salii lesto.
La stanza era enorme, con una decina di computer accesi. C’era aria di concitazione tra i ricercatori, dottori di ricerca e docenti. Salutai i visi noti, ma ne ricevetti al più un timido ciao.
Cercai Franco Imbriani, docente di Geofisica dei Vulcani. La scritta recitava così sulla porta della sua stanza. Bussai ed entrai, senza aspettar risposta.
Aveva un’aria tesa e il viso tirato di chi non dorme da giorni. Mi fece sedere e chiuse la porta alle mie spalle.
– Franco come stai, che succede?
– Stiamo verificando il nuovo modello matematico, ma i dubbi sono oramai pochissimi. Sta entrando nella fase di non ritorno. Il magma spinge e sta risalendo in tempi rapidi. Dall’ultimo rilevamento tridimensionale, effettuato ieri mattina, è a non più di 5 chilometri dal tappo del cratere.
-Non pensavo, non credevo, balbettai a stento. Avevo intuito fosse il Vesuvio, ma non con questa rapidità e senza che neppure un notiziario avverta, dica, metta in pre-allarme.
-Giovà, la Protezione Civile e l’autorità politica di questo paese sono stati avvertiti già una settimana fa e continuano a ricevere in tempo reale, gli aggiornamenti. Lo scenario è proprio questo. Loro sanno e la popolazione deve ignorare.
Hanno stimato che così, ci sarà solo un milione di morti e non due, se fossero avvertiti tutti e senza uno straccio di piano di evacuazione collaudato.
E poi credimi, non c’è più tempo per nessuna evacuazione.
-Dio mio: è proprio lo scenario tragico che ipotizzavi durante le tue lezioni. Stiamo vivendo un déjà-vu.
Calò un silenzio senza rimedi. Per lunghi istanti ascoltammo solo il rumore delle stampanti e i ticchettii dei sismografi che lasciavano su carta, l’ineluttabilità dell’inevitabile.