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Sgarrupo Vesuviano (Vademecum in caso d’eruzione) – Secondo Giorno

Scritto da - Biagio Fioretti il :


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12190890_1694808894085725_5177138654539555814_nSECONDO GIORNO – potete vedere il primo giorno Cliccando Qui

Il centralino dei Vigili del Fuoco di Castellammare, quella mattina e per tutta la notte precedente, non smise mai di ricevere chiamate. Cornicioni caduti, vecchi muri che minacciavano di crollare, richieste di rassicurazioni circa l’attesa di altre scosse di terremoto o se fosse il caso di bollire l’acqua prima di usarla.
Il Comandante della Compagnia prima si mise in contatto col Generale di Brigata del Corpo e solo verso mezzogiorno, le sue insistenti chiamate furono dirottate in automatico, al Dipartimento di Protezione Civile di Roma. Nessuno sapeva, niente pareva di allarmante. Così dissero e giurarono.
Iniziò verso le dieci.
L’aria sopra la città divenne irrespirabile, sapeva di un forte odore di uova marce. Pareva come se, tutti gli scugnizzi dei Vicoli del Carcere avessero rotto, tutte assieme, un intero negozio di fialette puzzolenti. Era come una cappa di arsura che imbrigliava occhi e gola. Imponeva ai bronchi di liberarsene, con colpi di tosse sempre più frequenti, fino a divenire un vero e proprio attacco d’asma e al conseguente svenimento per asfissia.
Gli ospedali Maresca e S. Leonardo furono presi d’assalto da anziani, bambini e persone affette da malattie croniche del respiro. Quello di Boscotrecase era oramai al collasso completo.
L’URLATORE TV, si decise a riportare la notizia dei ricoveri strani e di massa, senza neppure chiedersi il perché e il per come. L’esperto di turno intervistato asserì che era una attività normale degli strati più alti dell’atmosfera, dovuta all’anomalo innalzamento di temperatura dello Scirocco.
Il molo era sempre due metri più alto del solito, ma quello che spaventò i vecchi pescatori fu una moria di saraghi e spigole, dentici e bavose. Una massa compatta di pesci galleggianti segnava il limite tra la spiaggia e il frangersi delle onde. Nessun gabbiano, neppure un cormorano osò banchettare con tanto pesce. Non se ne vedeva neppure un’ala e perfino i piccioni, a pensarci bene, erano scomparsi da qualche giorno.
Le cianciole uscite nella notte tornarono con le reti vuote. Gli equipaggi, tra disperazione e sconforto, raccontarono di strane zone bollose a due miglia dalla costa. Prima un assieme di piccole polle e poi sempre più grossolane che, a contatto con l’aria, schiumando e spruzzano salato tutt’attorno e nelle vicinanze.
Su Facebook si continuava a postare solamente, la vittoria della Juventus in Coppa Italia.

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