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Sgarrupo

Scritto da - Biagio Fioretti il :


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12189622_1693196694246945_5211709850816722128_nLa mia Torre oltre il guado, è una Beirut colle case sgarrupate, bombardate, messe a nudo fuori ai vicoli. Tiene mura senza età e l’intonaco è graffiato, preso a morsi da una vita che a tanto, a tutto questo, s’è impigliata.
Porta nomi di clamore, mette voglia di scappare, di andar via pure e ancora. Ha negli angoli, negli anfratti fatti d’ombra, certi cumuli di macerie, di detriti lasciati stare, con su scritto il come mai, i però e gli acciocché. Sono scampoli di memoria, messi solo a macerare, a morire di parietale, l’erba voglio degli scampati.
Io ci torno quando posso, quando l’anima vuol ricucire il mio prima con l’altro ieri. Ridivento sopraffatto, quasi avvinto dai ricordi, con quell’uosimo di pane e zucchero e il naso che colava, come moccio di fontana.
Si, è davvero uno sperpetuo, che fa male come un taglio, una ferita che sta lì, a raccontare ogni cosa. Cerco allora i miei passi, con e quell’ombra lasciata a terra, a capire, a sentire quanto vero fu quel patire.
Ho con me, dentro al dentro mio soltanto, questi vicoli fatti e sfatti, coi suoi bassi sempre pieni e lasciati a suppurare, come croci di vergogna, per chi fu e non è mai più stato.