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Somma urgenza: longa Longola (Poggiomarino)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


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Sentiamo spesso in vari gruppi sul web parlare del fiume Sarno e delle sue problematiche, soprattutto in relazione al grande progetto di riqualificazione in cui sono previste le vasche di laminazione. In realtà sono proprio queste vasche oggetto di contesa tra i comitati territoriali e l’Ente Regionale ARCADIS titolare del progetto. In particolare i comitati rappresentati dalle associazioni di cittadini contestano la realizzazione di tali opere per diversi motivi,  tra cui i principali sono: l’eccessivo costo delle opere (si parla di circa 21’000’000 €) e la perdita del suolo per le attuali coltivazioni a margine del fiume, stimato da progetto in 40 ettari di superficie. Ebbene dopo alcune segnalazioni ci è sembrato doveroso riportare questa storia che testimonia come per l’ennesima volta gli Enti Regionali sperperano danaro pubblico e finanziamenti Europei per progetti che alla fine si traducono solo per un vantaggio di chi commissiona e chi esegue i lavori.

Ci troviamo sulla sponda del fiume Sarno nel Comune di Poggiomarino in località Longola , vicino all’area archeologica, e come si evince  dalla foto la problematica assume dimensioni di notevole importanza e pericolosità. Quello che si vede nella foto è l’alveo del fiume, Foto 1riconoscibile dai canneti sulle sponde, ed è evidente l’ammasso di detriti e rifiuti sulla superficie dell’acqua che costituiscono una vera e propria occlusione dell’alveo. La profondità del fiume in questo tratto oscilla dai 2/3 m ed è molto probabile che i detriti incontrando qualche ostacolo sul letto del fiume siano rimasti bloccati. Procediamo verso monte del fiume sempre sulla sponda del comune di Poggiomarino e a meno di un km, nel Comune di Striano in località Vetice, troviamo un cantiere per lavori di pulizia del fiume di cui l’ente appaltante è il Consorzio di Bonifica Agro Nocerino Sarnese, come rilevato dalle Delibere n. 177 del 14/10/2014 e n. 125 del 31/07/2014, pubblicate sull’albo Pretorio del Consorzio. Il cantiere risulta completamente abbandonato;  riscontriamo la presenza di una barriera per la captazione dei detriti a pelo d’acqua che ormai stracolma probabilmente non riesce a trattenere i detriti. Si vede inoltre,  un container utilizzato per accantonare e smaltire i rifiuti organici prelevati dal fiume, dal cui fondo dello stesso vi è una fuoriuscita di percolato che si riversa nel fiume.

foto 3          foto 2

Tutto ciò rappresenta un lavoro deliberato per somma urgenza nel 2014 che a tutt’oggi non è ancora ultimato. Chiunque abbia un po’ di buon senso,  viene spontaneo porsi la domanda: MA PERCHÉ???

Del resto è evidente che tale situazione è notevolmente rischiosa, in quanto in questo tratto il letto del fiume è sopraelevato rispetto ai terreni circostanti e tali detriti sottoposti ad una ondata di piena potrebbero facilmente rompere un argine creando una esondazione, con conseguenze disastrose soprattutto sotto il profilo della pubblica incolumità. Non dimentichiamo anche la vicinanza all’area archeologica di Longola oggetto di lavori di restauro.

Questa carenza di manutenzione è uno degli argomenti principali dei comitati contro le vasche di laminazione, perfettamente inutili e dispendiose se il Consorzio di Bonifica facesse il proprio dovere in scienza e coscienza, attuando un costante monitoraggio e manutenzione del fiume e dei canali, previsto nel loro Statuto. Precisiamo peraltro che l’ente percepisce regolarmente tributi di bonifica dai terreni del comprensorio oltre a fondi regionali per ogni singolo lavoro deliberato.

Ci auguriamo prima di dover assistere ad un evento disastroso, soprattutto in virtù della stagione invernale ormai alle porte, che tale emergenza venga risolta nel più breve tempo possibile.