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#Stopbiocidio: il corteo si prepara a sfiduciare Palazzo S. Lucia – 24 marzo 2018

Scritto da - Elvira Mascolo il :


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C’è un unico spirito che accomuna le tante anime del corteo regionale che partirà alle ore 15:00 di oggi da piazza Mancini, per riversarsi sulle strade di Napoli e arrivare dinanzi a Palazzo S. Lucia al grido di #Jatevenne: è lo spirito di una resistenza tenace e ostinata contro tutte le implicazioni di quella che per anni è stata etichettata come l’emergenza ambientale di una regione e si è rivelata un affare troppo redditizio per poterci rinunciare. L’inchiesta “Bloody Money” di Fanpage ha squarciato l’ultimo velo di ipocrisia, omertà e connivenza su una realtà fin troppo nota, dimostrando chiaramente l’esistenza di quello che può essere definito un vero e proprio “sistema organizzato al biocidio” che corre lungo i gangli delle relazioni malate fra camorra, imprenditoria e politica superando, da tempo, i confini campani. E se l’indignazione è stato il primo moto di reazione all’ennesimo affronto subito da una terra già troppo devastata, la risposta ai Passariello, ai De Luca – quando il sentimento ha lasciato il posto alla ragione – è stata unanime: scendere in piazza per pretendere un passo indietro da parte di chi, al di là delle singole responsabilità che andranno accertate nelle opportune sedi, non poteva non sapere.
Ad affermarlo senza mezzi termini è Raniero Madonna, ingegnere ambientale e attivista della rete #Stopbiocidio per Napoli: nel delineare il percorso di attivismo sul territorio dell’associazione che ha coordinato l’evento odierno, rivolge il primo pensiero alla grande manifestazione del 16 novembre del 2013 che, come un “Fiume in piena”, ha inondato le strade del capoluogo partenopeo per denunciare la devastazione ambientale perpetrata in Campania.
Cinque anni sono passati da allora e la resistenza tenace e ostinata di associazioni, comitati e singoli cittadini ha dovuto affrontare non poche prove: la mancata attuazione della legge sulla Terra dei Fuochi, il difficile iter di approvazione della legge sugli ecoreati, le pressioni provenienti dall’Europa per gli inceneritori , i continui sversamenti di rifiuti e i roghi che solo nella scorsa estate hanno devastato il Parco nazionale del Vesuvio e i Monti Lattari.
E, intanto, si continua a morire in Campania.
Lo sanno bene le mamme e i papà della Onlus “Noi genitori di tutti”, attiva dal dicembre 2013: orfani di figli morti troppo presto.
Lo sanno bene quei medici che continuano ad indagare sull’incidenza dell’eventuale esposizione ad inquinanti ambientali, perché morire di cancro nella Terra dei fuochi non è una questione di stile di vita.
Lo sanno bene i giornalisti che con coraggio fanno il loro mestiere, nonostante le minacce e le ritorsioni, altro che fake news.

E poi ci sono gli agricoltori che fanno i conti ogni giorno con un comparto agricolo sempre più in crisi e gli imprenditori onesti a cui vengono costantemente tagliate le gambe: tutte vittime di un sistema che non guarda in faccia a nessuno quando deve saziarsi.
Contro questo sistema, oggi, la resistenza tenace e ostinata si fa protesta e scende di nuovo in piazza per chiedere conto e ragione a chi quel sistema avrebbe dovuto contrastarlo e non lo ha fatto, diventandone in ogni caso complice: le istituzioni. Quando il corteo giungerà dinanzi a Palazzo S. Lucia, infatti, i manifestanti leggeranno una mozione di sfiducia popolare indirizzata alla Giunta Regionale, mozione che proveranno a consegnare a tutti i consiglieri regionali perché decidano se adottarla o meno. E al presidente De Luca un polemico omaggio: tanti sacchetti di rifiuti, simbolo inequivocabile di tutti i rifiuti con cui la sua politica ha inondato la Campania.
E’ proprio vero che chi semina inquinamento raccoglie munnezza.