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Strisce blu, perché l’appalto è terminato ma Urbania continua la riscossione? (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Una cosa è certa, le strisce blu rappresentano una batosta (l’ennesima) al portafoglio del cittadino. L’automobilista, mettiamo il caso di Torre del Greco, è costretto comunque a possedere l’autovettura privata in mancanza dei servizi di trasporto pubblico praticamente inesistenti, considerando anche che la categoria a monte è già salassata in abbondanza dallo Stato che fa del possesso dell’autoveicolo una fonte di incasso certo e imprescindibile. Ma la situazione di Torre del Greco è se possibile ancora più paradossale, perché se fino a qualche anno fa le zone residenziali erano estromesse dall’installazione degli stalli a pagamento che erano tutti concentrati nelle vie adiacenti a quelle dello shopping, pian pino tutta la città si sta trasformando in un enorme parcheggio a pagamento, senza distinzione tra residenti e non residenti, tra persone socialmente abbiente e non, e con l’annosa questione per la fruizione del parcheggio da parte dei disabili che dovrebbero essere sempre assicurata secondo il Codice della Strada anche dove la sosta prevista è solo a pagamento. Ad agosto di quest’anno la concessione di quattro anni al consorzio che cura la riscossione degli stalli a pagamento è scaduta, e non si capisce secondo quale criterio o normativa la stessa ditta (che nel frattempo ha anche cambiato ragione sociale) continua ad esercitare il servizio e il Comune non indice un nuovo bando che provi a questo punto a sanare tutto quanto sopra detto con tutela assoluta per i residenti, gli invalidi e i ceti meno abbienti. C’è da dire inoltre che sono oramai numerosi i Comuni d’Italia dove la riscossione e la gestione dei parcheggi a pagamento sono effettuati direttamente dall’ente comunale, condizione che non solo permette una gestione più armonica e tarata sulle reali esigenze del cittadino, ma soprattutto restituisce una garanzia in termini di ritorno economico della gestione che di sicuro supererebbe quel 30% circa che oggi viene retrocesso al comune dalla gestione dell’appalto affidato ad un privato. Siamo certi che se il Comune vorrà continuare a far uso delle strisce blu per il parcheggio a pagamento, cosa praticante certa, almeno una gestione “fatta in casa” del sistema permetterebbe una più armoniosa condotta del servizio, con un interlocutore ben individuabile al quale poter avanzare tutte le proposte e le lamentele del caso, ma soprattutto concorrerebbe ad abbattere i costi ed a ridistribuire i ricavi secondo una logica che faccia dell’equità l’unica regola da seguire, tendendo sempre ben presenti i principi di redistribuzione e solidarietà.