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Su La7 va in onda l’abusivismo made in Torre del Greco

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Schermata 2015-12-11 a 17.54.32Ruspe, abusivismo, abbattimenti, sanatorie e condono, è questo il tema del servizio televisivo andato in onda il 10 dicembre durante la trasmissione di La7 Tagada e che analizza la situazione degli abbattimenti partendo proprio da Torre del Greco e dalla zona a ridosso del Vesuvio. Il problema abbattimenti per gli abusi edilizi commessi alle pendici del Vesuvio è complesso e riguarda la zona del vesuviano così come tante altre zone della Regione Campania, dimostrazione che un tema così vasto andrebbe approfondito con analisi dettagliate e non con un servizio televisivo generico di due minuti della sola realtà di Torre del Greco considerando che la stessa rappresenta in percentuale rispetto ad altri comuni campani (si pensi a Giugliano in Campania) una minoranza rispetto al problema. Sembra quasi che oggi vadano di moda le ruspe stile Salvini, o mostrare i volti dei cittadini affranti ed in difficoltà che si vedono negati il diritto alla casa, modalità che permette di impacchettare un servizio giornalistico pronto per essere dato in pasto ai telespettatori che ignorano tutto il collaterale che c’è intorno ad un problema così complesso e che sembra non divenire mai ad una soluzione concreta oramai da decenni. Il servizio mostra in maniera troppo generica il problema, enunciando numeri da capogiro sul problema abusivismo e non considerando che la Campania è l’unica regione a non aver usufruito degli ultimi condoni edilizi, e sopratutto soggetta a vincoli paesaggistici così stringenti da non permettere ad oggi di muovere più una pietra senza le dovute autorizzazioni vista anche la presenza della famigerata zona rossa estesa a circa venti comuni e di cui Torre del Greci ne fa parte. Poco chiaro anche l’intervento dell’assessore all’urbanistica Mele che paventa una soluzione di condono che è pressoché improbabile, avallando tutta una serie di congetture che potrebbero solo creare false aspettative e facili accostamenti a posizioni di parte. Resta l’amaro in bocca per l’ennesima spettacolarizzazione che porta Torre del Greco sul grande schermo per problematiche così delicate e sentite sul nostro territorio, di sicuro da trattare con maggior attenzione e approfondimento, ma soprattutto con un respiro nazionale considerando che la risoluzione può venire solo dalle stanze del potere nei più alti settori dello Stato centrale.