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Torre Annunziata nel Caos. Carmosino contro Starita: Ho subito mobbing

Scritto da - Gaetano Magro il :


Attualità

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Maria Assunta carmosinoRiportiamo integralmente la lettera  dell’ex segretario comunale di Torre Annunziata Maria Assunta Carmosino, apparsa ieri sul suo profilo FB. Parole al veleno (o sarebbe il caso di dire al vetriolo) per l’amministrazione Starita. Ecco la lettera:

Al Procuratore aggiunto del Tribunale di Torre Annunziata
Dottor Pierpaolo Filippelli

Mi chiamo Maria Assunta Carmosino, e sono stata Segretario Generale del Comune di Torre Annunziata per circa 8 anni, nonché Responsabile Anticorruzione e Trasparenza e Controlli sugli atti, (strumento di controllo introdotto dal governo Renzi di fatto assolutamente inefficace dovendo essere il Segretario Generale subordinato al Sindaco che lo nomina: può un nominato essere il garante dell’Anticorruzione se chi lo nomina è il garante della corruzione!?).
Nel servizio giornalistico di Metropolis del 20 luglio 2016, sono riportate le sue dichiarazioni in occasione dell’evento che celebrava nel Comune di Ercolano la memoria del Giudice Paolo Borsellino, eroe caduto per “difendere la democrazia”.
Quando è stato ucciso, dopo l’altro vile assassinio di Giovanni Falcone, ero già in servizio; ho pianto tantissimo; il ricordo di quel dolore ha aumentato la sete di giustizia; e per essa combatto ancora oggi.
Ha parlato di una situazione complessa a Torre Annunziata, dove, nonostante siano stati inflitti colpi importanti, soprattutto e grazie a Lei, la strada verso la legalità sembra lontana.
Ma Palazzo Fienga è e resta stato un colpo da grande Maestro.
Lamenta che a Torre Annunziata, rispetto ad Ercolano, ci sia minore collaborazione sia degli IMPRENDITORI, degli operatori economici in genere che della POPOLAZIONE, con le istituzioni e le forze dell’ordine contro il fenomeno malavitoso.
Mi permetto di dire e di ribadire un concetto basilare, il silenzio, che sicuramente esiste, ma non per me, non è dovuto alla paura della Camorra, che anche grazie al suo aiuto, ha perso le forze vitali; ma è dovuto al timore verso le Istituzioni deviate, dalle Forze dell’ordine alla Politica, incancrenite dalla corruzione percepita nitidamente dagli IMPRENDITORI e dalla POPOLAZIONE.
A Torre Annunziata, come nei comuni limitrofi, non è la camorra che si è infiltrata nell’Ente, ma sono le Istituzioni deviate che trattano con la camorra.
Un esempio: per il cimitero di Torre Annunziata, dove Lei pure ha svolto una forte attività anticamorra, con interventi, tutti significativi, mirati e riusciti, la situazione è purtroppo condizionata dal periodare italiano della trattativa di pezzi delle istituzioni con le mafie.
Il Comitato d’ordine e sicurezza, organo prefettizio dipendente dal Ministro dell’Interno, che ha esaminato la relazione della Commissione d’accesso per lo scioglimento del Consiglio Comunale di Torre Annunziata, dal 1 aprile 2013 al 31 luglio 2013, NON ha disposto lo scioglimento probabilmente valutando che il problema enorme delle città fosse l’infiltrazione della corruzione nella politica (con ramificazioni nelle istituzioni deviate pure orbitanti alle più alte cariche dello Stato, al Parlamento e ai membri di appartenenza, e alle Forze dell’ordine); la Prefettura ha valutato per Torre Annunziata il RISCHIO d’infiltrazione malavitosa.
La Prefettura ha dato delle PRESCRIZIONI tassative, sanzionando con lo scioglimento del Consiglio comunale il mancato rispetto: la verifica delle prescrizioni tuttavia non è stata oggetto di alcun esame e di controllo, restando lettera morta!
Già in altri territori ho riscontrato il medesimo sistema, in cui le prescrizioni dell’organismo straordinario di controllo, impartite all’esito del monitoraggio ispettivo antimafia, non venivano esaminate, eludendo il relativo controllo.
Valga per tutti l’esempio del limitrofo Comune di Santa Maria La Carità, dove le prescrizioni per violazione di legge, dopo il mancato scioglimento del Consiglio Comunale, non sono mai state verificate e sanzionate.
In questo comune in particolare, ma il sistema è replicato anche in altri, i lavori del cimitero sono fermi da 12 anni, ed è stata ignorata dalla Prefettura la petizione di ben 600 cittadini, tutti decisi a collaborare con la giustizia: presso la Procura di Torre Annunziata giacciono da diversi anni precise e numerose segnalazioni di collaborazione con la giustizia, in relazione a vari servizi comunali, tra cui appunto quello del cimitero, esponendo l’illegittimità dell’affidamento dei lavori, delle relative varianti, degli atti connessi e consequenziali; e in generale di una vicenda in cui l’interesse politico e privato è fortissimo: l’appalto è di ben 12 milioni di euro.
Mi permetta la divagazione: il cimitero comunale è veramente “il Campo del Sangue”, com’è scritto nei vangeli: con i trenta denari di Giuda “…comprarono il campo di un fabbricante di vasi, per destinarlo al cimitero per gli stranieri. Perciò quel campo si chiama anche oggi: <<Campo del Sangue>>”.
Mi chiedo e Le chiedo: come dovrebbero fare gli Annunziatini, e le popolazioni limitrofe, a credere nelle Istituzioni, nelle Forze dell’ordine e nella Politica, quando ogni giorno, assistono indifesi alla gestione sciagurata dei servizi comunali?
Valga per tutti il servizio di Nettezza Urbana.
A Torre Annunziata il degrado ambientale è sotto i suoi occhi; a Gragnano voci di popolo dicono che un cittadino onesto abbia depositato presso un notaio un plico contenente il nominativo dell’aggiudicatario dell’appalto con l’indicazione dei requisiti predisposti per favorire l’assegnazione; a Castellamare di Stabia si dice che la nomina degli assessori sia funzionale alla gestione di un certo tipo di servizio di Nettezza Urbana.
Ancora a Torre Annunziata si dice che: per i lavori del Porto il ricorso al TAR presentato dalla seconda ditta sia frutto di accordi anche politici; le concessioni demaniali siano legate ad un sistema di occupazione clientelare; Il consorzio farmaceutico, sia stato favorito oltre ogni ragione, tutti hanno prestato soccorso, finanche la Chiesa, nonostante si contestasse una evasione fiscale di ben 18 milioni di euro.
Sempre i Torresi dicono che anche all’autorevole p.m. Woodcock, titolare dell’indagine, non sia stata, probabilmente, riferita ogni cosa; ma tacciono anche e forse per il timore, non certo infondato, di perdere il lavoro.
Ancora, l’Associazione Libera, antiracket e antiusura, a Torre Annunziata, negli anni trascorsi, è stata gestita da un personaggio che dicono fortemente protetto dall’alto, espulso dall’Associazione, forse per gli stessi motivi che il P.M. dr. Catello Maresca illustra sui giornali in maniera ineccepibile, e che sono conosciuti dagli imprenditori torresi, che non hanno mai avuto fiducia nella predetta associazione, sovvenzionata anche dall’Ente comunale.
Dicono che conoscono molte altre verità.
Per il mio desiderio di giustizia, ho subito un mobbing costante e continuo, soprattutto negli ultimi anni di servizio a Torre Annunziata: sono rimasta isolata nella mia stanza; gli uffici con l’intero personale sono stati trasferiti lontano dal mio ufficio; sono stata allontanata dai luoghi in cui si celebrava il via vai d’imprenditori e clienti in generale, soprattutto nell’ora di punta, nella pausa pranzo, assonnata e silenziosa, isolando il mio occhio ritenuto scomodo.
Il contesto mobbizzante è stato caratterizzato anche dallo scontro con la Responsabile del servizio relativo al campo sportivo, segnalando una forte corruzione nella relativa gestione, peraltro evidenziata anche dall’ex Magistrato Del Gaudio, subendo anche l’azione ritorsiva e strumentale del relativo assessore comunale. Un esposto sul punto giace in Procura; e soprattutto dallo scontro con lo stesso Sindaco, il quale per ben due volte avviava un procedimento di revoca della mia nomina di Segretario Generale; desistendo solo grazie alla dimostrazione, anche con supporto legale, che l’avvio del procedimento era infondato e illegittimo: le stesse Giunte, in tempi diversi con diversi assessori, non hanno mai voluto continuare questo avvio del procedimento, solo e solamente sindacale: è rimasto solo Lui ad accusarmi ingiustamente.
Anche nel cambio di consiliatura ha tentato invano di non confermare la mia nomina.
Mi ha denigrato continuamente anche con insinuazioni sulla mia psiche; e mi ha mortificato alla fine della mia carriera, nel 2014, valutando con un 4 la mia performance professionale, procurandomi anche forti contraccolpi finanziari; ancora, mi rimproverava di frequentare spesso la Procura per incontrare Magistrati, destinatari delle mie continue e costanti segnalazioni di collaborazione con la giustizia, avendo anche la figura giuridica e professionale pertinente, trasfuse in esposi e denunzie, allo stato non evase, come le segnalazioni presentate da altri cittadini Torresi, Sammaritani e Gragnanesi.
Gli Annunziatini, in particolare, sono gente attenta e furba, soprattutto quando devono soppesare tra il bene comune e il rischio personale, avendo sperimentato nel tempo l’inganno soprattutto della politica.
Distinti saluti
Maiori 21.07.2016

Maria Assunta Carmosino