0%

UNA LUCE PER SAN GIUSEPPE VESUVIANO

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Adv

Dopo i vari articoli di aucelluzzo.it sui ritagli d’autore a San Giuseppe Vesuviano, si scopre, tramite il giornale ” Il Fatto Vesuviano ” l’annuncio dell’Amministrazione di una ulteriore lotta alle discariche abusive, e noi tutti ne siamo felici, anche in virtù delle recenti persone denunciate per tale reato. Ma l’aucelluzzo è un animale volatile, guarda dall’alto, si posa sui rami, tra le siepi e soprattutto non smette mai di cinguettare.

Si legge dall’articolo del ” Fatto Vesuviano”  l’intenzione dell’Amministrazione di potenziare il servizio di videosorveglianza attraverso l’istallazione di punti luce nei 31 siti videosorvegliati. Recita così parte dell’articolo : non sono sufficienti le sole telecamere per ridurre drasticamente il fenomeno degli sversamenti incontrollati di rifiuti nelle aree più sensibili di San Giuseppe Vesuviano. Così il sindaco Vincenzo Catapano va oltre, e con la Giunta dispone un vasto piano per migliorare ed aumentare l’illuminazione pubblica nella località ai piedi del vulcano: un modo per scoraggiare ulteriormente chi continua, malgrado gli “occhi elettronici” a depositare immondizia di ogni tipologia. Gli uffici dell’ente con sede in piazza Elena d’Aosta, infatti, hanno ravvisato «la necessità e l’urgenza di provvedere ai lavori di illuminazione, trattandosi di una problematica di carattere igienico-sanitario che investe tutta la cittadinanza».                                                                                      Per questo l’Ente ha stanziato la somma di 31mila euro più Iva,  più o meno mille euro per ogni postazione da illuminare.                                                                                                                                                                                               Premesso che la maggior parte di queste postazioni di videosorveglianza sono allocate su strade centrali, dove per la densità di abitazioni e traffico cittadino, è difficililluminazionee sfuggire all’attenzione di qualcuno durante uno sversamento di materiali. Premesso che la maggioranza di strade e incroci, incluse nei 31 siti, sono  già serviti da sufficiente illuminazione pubblica. Premesso che solo una una parte,  meno della metà,  sono siti poco e non abitati, nei quali è più semplice effettuare queste operazioni fraudolente. Infatti, i luoghi dove avvengono gli scarichi significativi sono spesso aree di campagna con strade sterrate, nei quali è possibile poi dar fuoco per “cancellarne” le tracce.

IMG_20131126_151813 copiaPertanto,  ci si chiede a cosa possano servire le luci in queste zone se :

Si è verificato che nei luoghi degli sveramenti le telecamere sono state rubate e/o rimosse più volte , inoltre neanche sbarre e cancelli poste all’inizio di queste strade isolate, anch’esse lasciate aperte o divelte , hanno scoraggiato questi reati.

Perchè è tanto difficile verificare con periodicità i registri dei rifiuti delle aziende che producono gli scarti di stoffe, specie quelle straniere ormai padrone assolute del mercato tessile e del territorio ?

Come fanno questi opifici nascosti fuorilegge a sfuggire a tali controlli, mentre si è dimostrato che altre imprese vengono sistematicamente individuate attraverso controlli incrociati con la rete di distribuzione dell’energia elettrica ?

Ma sopratutto : Vale la pena spendere altri 31mila € pubblici per illuminare meglio strade già illuminate o illuminare le strade di campagna deserte e desolate ? Per non parlare degli costi energetici e manutentivi delle stesse.

Da una Amministrazione attenta alla salvaguardia della salute dei cittadini ci si aspetta di più del contentino delle luci, di più come impiego delle forze dell’ordine, di più in operazioni di intercettazioni ambientali in questi siti, di più come decoro urbano nelle periferie.

Ma sopratutto, si aspetta da anni nei nostri territori, una grande opera di prevenzione nella realtà produttiva del territorio, fatta nella direzione del prelievo capillare di tali rifiuti presso le aziende, inserendo il tutto in un sistema di smaltimento corretto, il quale, renderebbe giustizia a chi paga tanti soldi di prelievo con aziende virtuose, scoraggiando lo smaltimento selvaggio, con costi di bonifica esorbitanti a carico dei cittadini.