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VA’ CHIANU CHIANO

Scritto da - Gaetano Magro il :


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Durante il turno mattutino, mentre chiacchieravo con i colleghi del più e del meno, una canzone attira la mia attenzione.

Inizia cosi:

Tu si’ debole ‘int’’o core basta sulo nu surriso e t’annammure
cu poco…
Miette troppo sentimento pe’ nu bello cumplimento tu nun capisce niente
te pierde…
Pe’ ‘na bella machina pe’ ‘na sera a ‘o cinema
cade dint’a trappola… ‘a trappola ‘e ll’ammore…
Cride a ‘e colpe ‘e fulmine pecchè si’ romantica e se n’apprufittano

Il brano del maestro Leo Ferrucci descrive in pillole quello che, per merito o colpa del retaggio culturale dei nostri tempi, accade ogni qual volta si assiste a quella che, in altre parti del mondo, è chiamata emancipazione femminile.

Il maestro, dall’ alto della sua esperienza di vita, dispensa con amorevole cura, a tutte le ragazze, il consiglio di andare “chianu chiano” e non condividere in giro quello che è il piacere sessuale.

Con una visione prospettica e lungimirante annuncia in maniera profetica ciò che potrebbe accadere nel caso in cui i suoi consigli non venissero seguiti alla lettera.

E rieste sola tu…
Va’ chianu chiano
ca si jesce cu ciente guagliune nisciuno te sposa
e se chiudono ‘e pporte d’’a chiesa
e se ‘nfonneno ‘e lacreme
e ‘e cunfiette se squagliano ‘nmano
e vulisse muri’…

La ricerca della felicità corporale si conclude tragicamente nella “non accettazione sociale della donna” che, essendosi concessa eccessivamente, si trova a dover rinunciare suo malgrado alla felicità coniugale.

Il discorso con i colleghi prende pieghe inaspettate. Si discute sul ruolo che assume la donna nella nostra società e di come, a differenza dell’ uomo che quanto più relazioni ha più è considerato figo, la donna debba “Salvaguardare le Apparenze” per non risultare una “Troia”.

Questa continua ricerca della salvaguardia delle apparenze porta alla non esternazione dei sentimenti. Questa dietrologia sociale inibisce il naturale processo dell’amore universale, danneggia la percezione dell’ altro in maniera continua e subdola. Questa divergenza valutativa non si evidenzia solo nel contesto della canzone ma in un qualsiasi altro contesto. Due pesi due misure, infatti la discriminazione della donna avviene per tutti i casi di ambigua moralità. Mettiamo per esempio l’accettazione della donna che sposa o frequenta un uomo molto più piccolo o uno molto più grande. Molto probabilmente quest’ultima non verrà considerata una persona eticamente sana per non dire deviata. Ma se si tratta dell’ uomo che frequenta una donna molto più grande o molto più piccola tutto cambia. Improvvisamente diventa un idolo per la società.

Va’ chianu chiano
statte accorto a chi tene doje facce
t’accide e t’abbraccia…
So’ curtielle ‘e penziere d’’a gente
che bucano ll’anema
e addeviente nu film d’ammore
fernuto a mità…
Nu juorno t’hanno vasata…
Nu juorno t’hanno spugliata…
Nisciuno s’è ‘nnammurato
e te si’ sempe fidata
sapenno ‘e sbaglia’…

Altro consiglio del Ferrucci è quello di prestare attenzione alle persone (finte) amiche in quanto potrebbero, da un momento all’ altro, rivelarsi non tali. Questa è una verità assoluta. Capita spesso di fidarsi, e alle volte anche affidarsi, a delle persone che puntualmente ti “bucano l’anima”. Tuttavia , a mio avviso, vale la pena dare fiducia a tutti quelli che la cercano.

Mi sento, alla fine di questo articolo, di dare anche io dei consigli.

Abbandonate ogni pregiudizio di carattere sociale, vivete come se l’altra persona fosse libera da voi, fate tutto quello che sentite di fare ma valutate bene se volete farlo, le passioni ed i travolgimenti emotivi che non hanno seguito creano incomprensioni, dubbi, perplessità, incertezze e tutte le cose poco chiare sono oggetto di critica (purtroppo). Vivete la vostra vita con la consapevolezza del fatto che tutto ciò che vi accade di bello o brutto è merito vostro. Non abbandonate la ricerca della felicità in ogni sua forma, ma ricordate bene che la felicità materiale non è strettamente collegata a quella spirituale. Potreste procurare dolore alle altre persone e ritrovarvi a dover fare i conti con la vostra coscienza.

Ma principalmente il consiglio che mi sento di dare anche  io, indistintamente sia agli Uomini che alle Donne è:

“Jat chianu chiano”