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Viaggio alla ricerca del perché!

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


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circuito schedaVoglio parlarvi di un viaggio virtuale in un mostro disumano, rappresentato da un orribile macchinazione creata dall’uomo per distruggere se stesso.

Prima di iniziare il viaggio, è doveroso raccontare il motivo di questa storia che trova il suo spunto nelle storie tristi pubblicate oggi su molti giornali: quelle degli insegnanti precari che hanno avuto l’assegnazione della cattedra dopo anni di precariato e supplenze. Ebbene, dopo una suspance che dura da mesi, oggi per molti di loro è arrivato il dramma: famiglie divise da assegnazioni a destra e a manca, in luoghi distanti centinaia di chilometri dalle attuali residenze. A rendere ancora più drammatico il fatto, sono le situazioni personali di questi insegnanti, infatti si tratta quasi esclusivamente di persone giovani, da poco sposate, con figli piccoli e con dimore da poco allestite, aventi spesso, un grande valore affettivo.

Normalmente chiunque si sarebbe aspettato che gli incarichi fossero stati distribuiti ottimizzando le risorse non solo sotto l’ aspetto professionale ma anche sotto un aspetto logistico più razionale. Purtroppo così non è stato, famiglie divise con un coniuge in un luogo e l’altro in un altro luogo, molti insegnanti del sud spostati al nord  e pochi del nord spostati al sud. Eppure demograficamente l’Italia nelle sue regioni sembrerebbe abbastanza omogenea.

Ma allora cosa è successo? Chi è stato a pasticciare così tanto?

È stato lui! IL CERVELLONE DEL MIUR: una specie di War Game installato nel Ministero dell’Istruzione, una vera e propria macchina infernale che obbedisce solo ad una logica… distruggere!

Qui inizia il nostro viaggio virtuale per scoprire come funziona questa macchina infernale dalla quale dipendono i destini di questi sventurati insegnanti, che dopo una vita di torture e precarietà sono sottoposti al final step, una ruota della fortuna come quella di Lascia o Raddoppia.

Il cervellone non è altro che un discreto involucro metallico, denominato tecnicamente “case”, in cui sono contenuti una serie di circuiti elettronici suddivisi in schede, un po’ come una piccola città collegata da strade e vicoli lungo i quali si muovono le informazioni per essere elaborate. Queste sono i bytes, gli abitanti di questa città.

Ogni byte rappresenta un’informazione dell’insegnante: la data di nascita, il suo gruppo sanguigno, l’altezza, il peso ed infine la sua specializzazione e la sua professionalità.

Tutte queste informazioni si spostano all’interno della city, raggruppate in un singolo veicolo che rappresenta il docente. Immaginate un’auto, un pulmino, un tram, un filobus, ecc.

Bene, ora proviamo ad immaginare una città con miliardi di bytes che si spostano continuamente da un edificio ad un altro per essere selezionati e associati secondo diverse condizioni, capirete subito che si tratta di un caos matematico di notevoli dimensioni.

Ma come in ogni città che si rispetti, anche qui vi è un centro direzionale che elabora i bytes , la CPU, un’intelligenza artificiale che anche in questo caso ha valutato alla perfezione i diversi bytes ordinandoli con ineccepibile logica. Ma, il fattore umano?

Cosa è successo ai bytes degli insegnanti? Perché sono stati associati in un certo modo?

Una spiegazione scientifica,ilcaos può essere data analizzando il grafico a fianco: in un processo logico si parte dal caos per raggiungere la conoscenza e quindi la soluzione, nell’intelligenza artificiale della macchina costruita dal MIUR, si è proceduto all’incontrario, ovvero si è partiti dalla conoscenza e a ritroso si è giunti al caos.

Una spiegazione tecnica, invece, può essere data da un’inversione di polarità della macchina stessa, in termini pratici bisogna girare la spina che alimenta il cervellone.