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Riceviamo e pubblichiamo per intero il comunicato del Giornalista Salvatore Sparavigna sulla spinosa questione della tangentopoli Oplontina che nelle ultime ore vede coinvolto l’ex vicesindaco Luigi Ammendola
*C O M U N I C A T O S T A M P A*

*Arresto dell’ex vicesindaco ed ex assessore di Torre Annunziata Luigi Ammendola*

*“Quando a Torre Annunziata ero l’unico a denunciare il loro presunto malaffare, sono stato isolato da tutti, ma anche indagato dalla Procura della Repubblica e processato per “diffamazione”, oltre che vessato dall’Ordine dei Giornalisti. Oggi però sono felice nello scoprire che la stessa Procura, li sbatte in galera.”*

Dopo il secondo rumoroso arresto di ieri mattina, quello del maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Ammendola, già assessore ai Lavori Pubblici di Torre Annunziata e vicesindaco nell’ex Giunta Comunale capitanata dall’attuale sindaco Vincenzo Ascione, nonché a lungo referente politico sul territorio del Consigliere Regionale del PD Mario Casillo, ma principalmente “braccio politico” dell’Ing. Nunzio Ariano, ex Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune oplontino (quest’ultimo già arrestato il 27 dicembre poiché colto in flagranza di reato dopo aver intascato parte di una mazzetta per affidamenti in somma urgenza di lavori pubblici), finalmente si delinea una parte del “cerchio magico” che da decenni tarpa le ali ad un futuro migliore della città oplontina.

Un “cerchio magico” che, tra corruzione e malaffare, da decenni incombe sulla città di Torre Annunziata e che è stato sempre denunciato ed evidenziato – sin dai tempi della precedente amministrazione comunale – da puntuali e precisi articoli che il giornalista Salvatore Sparavigna ha sempre pubblicato imperterrito – supportato soprattutto da documenti inequivocabili – con coraggio e senza omettere nomi e cognomi malgrado subisse minacce ed aggressioni di ogni genere.

*“Quando fuori dal coro e andando sempre contro corrente, scrissi in tempi non sospetti – così come un buon giornalista dovrebbe fare – in un mio post su Facebook, oltretutto senza proferire il loro nominativo, che <<L’ingegnere ed il maresciallo (Ariano e Ammendola ndr), sotto i 40mila euro, stanno facendo carne di macello>> non solo per me era un ennesimo invito agli altri colleghi e ai cittadini cosiddetti “impegnati” ad andare ad approfondire tramite la consultazione degli atti all’Albo Pretorio, su quante somme urgenze venivano affidate per lavori vari (ed inutili) “ai soliti amici degli amici”, ma mai avrei pensato che fossi prima indagato e poi condannato per diffamazione, tra le ironie di alcuni “colleghi” , i silenzi di altri, lo sberleffo dei soliti cittadini silenti e collusi e – ciliegina sulla torta – tra il silenzio più “rumoroso” e triste dell’Ordine dei giornalisti.”*

Lo stesso silenzio, inopportuno ed inadeguato, che sempre l’ Ordine dei Giornalisti campano e nazionale – è il caso di ricordarlo ancora una volta – hanno avuto quando più volte ho comunicato loro sia sulle continue vessazioni che subivo dalle ultime amministrazioni comunali di Torre Annunziata e sia quando ho denunciato più volte alle forze dell’Ordine le tante aggressioni fisiche e verbali (oltre i danneggiamenti alla mia auto) che subivo negli anni, qui a Torre Annunziata, per il mio costante e continuo operato di giornalista documentato e non asservito al potere del malaffare e della malapolitica oplontina.

Soprattutto, lo stesso rumoroso silenzio che c’è stato sempre da parte dell’Ordine dei Giornalisti, quando ho ricevuto esplicite minacce di morte attraverso un “pizzino” fattomi rinvenire nella cassetta postale fuori alla mia abitazione, quando ho cominciato ad interessarmi e scrivere su alcune verità scomode attorno al “crollo del palazzo abusivo” che causò 8 vittime innocenti, per cui sono stato anche attenzionato dai Carabinieri di Trecase, città dove risiedo attualmente, con un particolare pattugliamento a tutela della mia minacciata incolumità.

Tutto ciò non solo dimostra che la tanto aspirata discussione sulla QUESTIONE MORALE, ambita dal grande Enrico Berlinguer, non c’è mai stata ma certifica – ove mai ce ne fosse ancora bisogno – che l’unica cosa che si è coltivata attorno a questo argomento – sicuramente a Torre Annunziata – è stata la variegata ipocrisia di molti, tra giornalisti e fittizi addetti ai lavori, che della lotta alla corruzione – che di comodo viene dagli stessi definita “lotta alla camorra” – è diventata un ricco pretesto ed una produttiva attività che, sulla pelle di tanti cittadini onesti e rassegnati di Torre Annunziata, costruisce carriere, posizioni e candidature.

Queste ultime già pronte per una gestione sempre in stile malaffare della martoriata città di Torre Annunziata.

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Di Redazione

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